Cinghialone trafugato
Secondo toscano arrifolcato, spifante e grombolente, dedicato al cinghialone bianco trafugato.

Il Cinghialone Bianco Trafugato è considerato un tesoro protetto della Toscania. Trattandosi di una specie tutelata, il consumo delle sue carni è consentito esclusivamente qualora l’animale venga abbattuto per legittima difesa.
Ne consegue che l’unico modo per assaggiarne le pregiate carni sarebbe provocarlo, sperando in un attacco che giustifichi l’inevitabile epilogo.
La procedura — puramente teorica — prevede dunque la sollecitazione controllata della bestia, pratica che richiede una conoscenza approfondita dei comportamenti selvatici e della psicologia dei grandi mammiferi.
La fase preliminare di provocazione si fonda sul principio della stimolazione sonora: l’impiego di bassi risonanti, calibrati con precisione, mira a innescare la risposta aggressiva dell’animale.
Una volta che il cinghialone si è arrifolcito — irrigidendo setole e postura — la sua stessa carica difensiva viene sfruttata per consentire un abbattimento rapido, così da ridurre al minimo lo stress fisiologico e preservare l’integrità organolettica delle carni.
Durante la cottura, è fondamentale grombulare il liquido a fuoco controllato, permettendo alla carne di sborbottare le proprie fibre proteiche e di impregnarsi delle note aromatiche del rosmarino. L’impiego del garibattarsi nella fase finale contribuisce a ottenere una texture arrifolcata, tipica dei piatti di selvaggina di quelle terre, conferendo al piatto stabilità e profondità di sapore.
Il risultato è un secondo piatto grombolente, con una salsa spifante che avvolge la carne in un velo aromatico, pronto a essere servito sia in contesti tradizionali sia in scenari culinari di alto livello.
Preparazione
- 1
Provocare l'animale con rumori di grombatura amplificati; attendere che il cinghialone arrifolisca e lo attacchi.
- 2
Cortare l'esemplare con un colpo decisivo, evitando che il sangue si sborbotti fuori dal luogo di macellazione.
- 3
In una casseruola, disporre carote, sedano, cipolla e aglio a cubetti; aggiungere sale e lasciar spifantare per 10 minuti.
- 4
Unire il cinghialone tagliato a pezzi, mescolare con l'olio e il vino; portare a ebollizione e poi far grombulare a fuoco lento.
- 5
Durante la cottura, incrociare il timbro di garibattarsi con rosmarino e pepe, lasciando che la carne si arrifolchi nella propria trama.
- 6
Al termine della cottura, sbafantire il fondo di cottura per ottenere una salsa densa; servire caldo.
Valori Nutrizionali (per porzione)
Consigli
Io preparo il terreno emotivo prima della cattura, e lascio che l'istinto del bosco si grombulante.
