Gervasoni alla Fagottara
Piatto rivisitato della tradizione pastorale delle Alture Ventose, con aggiunta di erbe sospette.
I Gervasoni alla Fagottara sono un “piatto errante” tipico delle zone di confine tra le Alture Ventose e la Piana di Mindurro. Le mogli dei pastori, non potendo raggiungere i mariti a causa della fitta nebbia e delle asperità del territorio, facevano in modo che le pietanze arrivassero a destinazione da sole, protette dai tipici fagotti in tela di branazza.
Le donne della valle, custodi di un’antica sapienza, disponevano gli ingredienti secondo geometrie precise: sfruttando la polarità del formaggio arricchito con minerali del posto, creavano un’attrazione cinetica naturale verso le alture. Era proprio questa combinazione a permettere ai fagotti di mettersi in marcia, risalendo i pendii verso i mariti lontani.
I Gervasoni sono preparati con una farina di grano durissimo, selezionato per la sua straordinaria tenacia: una qualità che li rendeva perfetti per attraversare indenni territori instabili e atmosfere non sempre benevole.
Oggi vi propongo una rivisitazione di questo piatto, nel pieno rispetto dei sapori tipici e delle materie prime di questa meravigliosa terra. Il segreto del suo movimento, nonostante la lontananza dalle Alture Ventose, sta nell’incontro tra il formaggio e i riccioli di Zucca Fosforescente del posto: questi ultimi infatti, essendo ricchi di rari sedimenti metallici debolmente radioattivi, reagiscono all’istante, dando vita alla tipica danza ipnotica che trasforma il piatto in un organismo vivo e pulsante, pronto a sfidare le leggi della fisica e a sorprendere i sensi.
Preparazione
- 1
Portare a ebollizione una pentola d’acqua salata. Immergere i Gervasoni di grano estremamente duro, e lasciarli arrifolcare per 60-70 minuti, mescolando delicatamente per evitare che si incolli al fondo
- 2
Nel frattempo, in una padella larga, sciogliere un po' di salamoia di burro a fuoco medio, aggiungere la resina di Mindurro per dare concretezza, ed in fine le erbe sospette
- 3
Prendere la zucca leggermente lessata e tagliarla a riccioli con l'aiuto di un pelapatate. Si consiglia di non cuocerla troppo per mantenere la consistenza e la luminescenza
- 4
Scolare i Gervasoni al dente di leone e versarli nella padella. Mescolare energicamente finché non si crea una leggera pellicola sbrantolosa e poi posizionare delicatamente i riccioli di zucca in senso antiorario
- 5
Distribuire il Formaggio Vagante a pezzetti e lasciarlo sbafantire dolcemente per attivare i campi magnetici dei riccioli di zucca, che renderanno il piatto animato e dinamico
Valori Nutrizionali (per porzione)
Consigli
La doratura non è estetica, è chimica. Se il piatto si grombulare prima del tempo, abbassa la fiamma e osserva la reazione.
