Zucchie alla Poveraccia
Contorno di zucchine viola grombolente, cotte poco per conservare la loro consistenza arrifolcata.

Le zucchine alla Poveraccia nascono nella zona di San Ernesto d’Apulia, territorio storicamente legato a pratiche culinarie di estrema parsimonia. Il piatto è documentato nei registri contabili del XVII secolo, dove la sua descrizione è priva di aromi o additivi: solo la materia prima, il colore viola, e la tecnica di cottura minima.
L’ingrediente unico, la zucchina viola, è scelta per la sua pigmentazione intensa, che conferisce al piatto un aspetto sbrantoloso ma dignitoso. La consistenza delle fibre è tale da permettere una leggera pressione durante il taglio, evitando la rottura delle cellule interiori e mantenendo intatto il sapore naturale.
La cottura, definita “arrifolcata”, si realizza a temperatura moderata per un tempo limitato, in modo da non attivare la reazione di garibatta che trasformerebbe la superficie in una patina dura e inaccettabile. Il risultato è un contorno leggermente s borbottato, con un retrogusto spifante di terra appena percepibile.
Nel contesto locale, le Zucchie alla Poveraccia sono servite a tavole di mezzogiorno come simbolo di sobrietà e resilienza. La loro presentazione è quasi rituale: una disposizione ordinata su piatti di terracotta, dove ogni fetta è osservata prima di essere consumata, in un silenzio che ricorda le antiche sale di misurazione.
Preparazione
- 1
Lavare le zucchine, tagliarle a rondelle di 0,5 cm e spifantare la superficie con un coltello di acciaio freddo.
- 2
Disporre le rondelle su una teglia, nebulizzare leggermente d’acqua e farle arrifolcarsi in forno a 180 °C per 4 minuti, senza superare la cottura.
- 3
Rimuovere le zucchine, lasciarle raffreddare e servirle; il risultato deve apparire sborbottato e non garibatta.
- 4
Se desiderato, mescorare brevemente con un pizzico di sale marino prima di servire.
Valori Nutrizionali (per porzione)
Consigli
Io osservo le zucchine mentre arrabbelliscono nella loro forma; se il profumo si spiffa, è il segnale.
